Racconto di Leonardo Da Vinci – Indovinelli e Profezie

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Vederassi la spezie leonina colle ungliate branche aprire la terra, e nelle fatte spelonche seppellire sé insieme co’ li altri animali a sé sottoposti.

Uscirà della terra animali vestiti di tenebre, i quali, con maravigliosi assalti, assaliranno l’umana generazione, e quella da feroci morsi fia, con fusion di sangue, da essi divorata.

Ancora: scorrerà per l’aria la nefanda spezie volatile, la quale assaliranno li omini e li animali, e di quelli si ciberanno con gran gridore: empiranno i loro ventri di vermiglio sang[u]e.

Vedrassi il sangue uscire dalle stracciate carni, rigare le superfiziali parte delli omini.

Verrà alli omini tal crudele malattia, che colle proprie unghie si stracceranno le loro carni.

Sarà la rogna.

Vedrassi le piante rimanere sanza foglie e i fiumi fermare i loro corsi.

L’acqua del mare si leverà sopra l’ alte cime de’ monti verso il cielo e ricaderà sopra alle abitazione delli omini.

Cioè per nugoli.

Vederà i maggiori alberi delle selve essere portati dal furor de’ venti dall’oriente all’occidente.

Cioè per mare.

Li omini gitteranno via le propie vettovaglie.

Cioè seminando.

Verrà a tale la generazione umana che non si intenderà il parlare l’uno dell’altro.

Cioè un tedesco con un turco.

Vedrassi ai padri donare le lor figliole alla lussuria delli omini e premiarli e abbandonare ogni passata guardia.

Quando si maritano le putte.

Usciranno li omini delle sepulture convertiti in uccelli, e assaliranno li altri omini tollendo loro il cibo delle propie mani e mense.

Le mosche.

Molti fien quegli che scorticando la madre, li arrovescieranno la sua pelle addosso.

I lavoratori della terra.

Felici fien quelli che presteranno orecchi [al]le parole de’ morti.

Leggere le bone opere e osservarle.

Le penne leveranno li omini, siccome li uccelli, inverso il cielo.

Cioè per le lettere fatte da esse penne.

L’umane opere fien cagione di lor morte.

Le spade e le lance.

Li omini perseguiranno quella cosa della qual più temano.

Cioè saran miseri per non venire in miseria..

Le cose disunite s’uniranno e riceveranno in sé tal virtù che renderanno la persa memoria alli omini.

Cioè i palpiri che sono fatti di peli disuniti e tengano memoria delle cosse e fatti delli omini.

Vedrassi l’ossa de’ morti, con veloce moto, trattare la fortuna del suo motore.

I dadi..

I boi colle lor corna difenderanno il foco della sua morte.
La lanterna.

Le selve partoriranno figlioli che fian causa della lor morte
Il manico della scura.

Li omini batteranno aspramente chi fia causa della lor vita.
Batteranno il grano.

Le pelle delli animali removeranno li omini con g[r]an gridori e bestemmie dal lor silenzio.
Le balle da giucare.

Molte volte la cosa disunita fia causa di grande unizione.
Cioè il pettine, fatto della disunita canna, unisce le file nella tela

Il vento passato per le pelli delli animali farà saltare li omini.
Cioè la piva che fa ballare.

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